Visualizzazione post con etichetta Advertising. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Advertising. Mostra tutti i post

venerdì 12 dicembre 2008

I dati nielsen media research nel periodo gennaio-ottobre 2008
La rete attira budget per 258 milioni di euro. calo generale dello 0,8% rispetto al 2007

Gli investimenti pubblicitari nel periodo gennaio-ottobre 2008 ammontano a 7.140 milioni di
euro, in calo dello 0,8% sul corrispondente periodo dell’anno scorso. La variazione mensile, ottobre 2008 su ottobre 2007, è del -5,5%. Sono i dati del mese di ottobre comunicati da Nielsen Media Research.
Considerando l’andamento a livello di settori, da gennaio si registra un trend positivo per Tlc (+3,6%) ed abbigliamento (+5,5%); negativo per alimentari (-0,8%), auto (-2,4%), media/editoria (-4,6%), bevande/alcoolici (-8,1%) e finanza/ assicurazioni (-4,2%). I primi cinque top spender del periodo sono, nell’ordine: Unilever, Ferrero, Wind, Vodafone e
P&G.
Analizzando i singoli mezzi, internet a ottobre 2008 fa rilevare un incremento del +18,5% con una raccolta di 258 milioni. Tiene la televisione (+0,7%), flette la stampa (-5,2%). In particolare,
i quotidiani a pagamento registrano il -4,9%, con la commerciale nazionale a -8,5%, la locale
a +1,2% e la rubricata/di servizio a -3,2%.
Sui quotidiani sono in diminuzione gli investimenti delle automobili (-17,6%), della finanza/assicurazioni (-16,0%) e della distribuzione (-7,4%). E’ positivo, ma in rallentamento, l’abbigliamento (+12,5%) che con 79,4 milioni è il secondo settore per importanza dopo le auto. I periodici sono in flessione del -5,6%, con un deciso calo registrato soprattutto negli ultimi
mesi. Tra i settori, cresce l’abbigliamento superando i 291 milioni (+3,8%), ma diminuiscono
abitazione (-5,8%), cura persona (-11,6%), alimentari (-13,3%) ed automobili (-17,9%). La radio da inizio anno cresce del +4,4%. L’outdoor registra il -0,7% e il cinema il -14,7%. Le vartoline
pubblicitarie si assestano sui 5,7 milioni, leggermente al di sotto dell’anno scorso (-0,8%). Si aggiungono al mercato fin qui analizzato gli investimenti pubblicitari sui quotidiani free/pay press e sulle tv satellitari. Per City, Leggo, Metro, 24 Minuti ed EPolis la raccolta complessiva
è di 114 milioni. Per i canali Sky Sport 1, Sky Cinema 1, Sky Cinema 3, Sky Tg 24, Fox, Fox Life, Fox Crime e National Geographic è di circa 74 milioni.

mercoledì 14 marzo 2007

Ipsos: al 48% degli italiani piacciono gli spot. Ma per Séguéla non basta


La multimedialità ha sdoganato i vecchi cari spot televisivi. A questa curiosa conclusione è arrivata la ricerca presentata ieri dalla Ipsos di Nando Pagnoncelli in un convegno organizzato nella sede della Margherita a Roma. Dal vasto campione degli intervistati (1400) è emerso che nel 48% dei casi i break pubblicitari sono graditi, percentuale che aumenta in modo consistente tra coloro che navigano in internet e leggono i giornali abitualmente, a differenza dei monomaniaci del piccolo schermo, più riottosi ad accettare gli spot con benevolenza. Per gli addetti ai lavori è una notizia da festeggiare. “Sono favorevolmente sorpresa da questi risultati – esulta Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset – E’ ben vista sia la capacità creativa sia l’efficacia del messaggio. Ciò dimostra come tra gli utenti ci sia un atteggiamento più laico rispetto ai politici e agli opinion leader, sempre pronti a sottolineare sforamenti e affollamenti pubblicitari”. “Quasi quasi – per Marco Testa, presidente di Armando Testa – possiamo affermare che la pubblicità televisiva viene consacrata in questa ricerca. Forse, però, gli spot sono così apprezzati oggi perché la programmazione televisiva che gli sta intorno è un po’ peggiorata…”. Tra tanti sorrisi irrompe improvviso l’attacco a tutto campo del guru Jacques Séguéla, arrivato da Parigi apposta per bacchettare “les italiens”. “A uno spettatore su due piace la pubblicità? Non basta, ne servono sette su dieci. Cinque anni di governo Berlusconi hanno eliminato ogni differenza tra servizio pubblico e tv commerciale e i regolatori non riescono a dare un’impronta culturale alla programmazione”. A Sèguéla, tra gli altri, risponde il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, che stigmatizza il fenomeno della ‘bulimia’ pubblicitaria in tv, ma alza le mani di fronte all’idea di un controllo governativo sui contenuti. “Immaginare una ‘qualità di Stato’ della tv – chiosa – non ha alcun senso”.

venerdì 2 marzo 2007

La pubblicità online: + 67% entro il 2008?

Secondo lo studio EIAA Marketer's Internet Ad Barometer, gli investimenti in pubblicità online crescerebbero di questa bella percentuale.
Cresce infatti l'interesse degli inserzionisti verso il mezzo - il 74% dichiara che la Rete deve essere un media fondamentale all'interno della propria strategia.
Per l'80% l'aumento di attrattività di Internet come mezzo è anche dovuto all'arrivo della banda larga e quindi alla possibilità di poter uare formati più creativi (o la possibilità di replicare i soliti 30" in stile televisivo anche in Rete?)
Al momento un 42% degli inserzionisti destinerebbe già oltre un 5% del suo budget a Internet.
Ci si attende un forte incremento degli investimenti anche in Italia.
A livello Europeo, la regina degli investimenti sarà l'industry del Largo Consumo che dovrebbe far salire di un 25% i suoi investimenti complessivi in Rete.
La crescita del budget allocati a Internet andrà a discapito di altri mezzi, tra cui specialmente TV e stampa; circa il 51% del budget verrebbe infatti detratto da allocamenti media finora riservati a mezzi tradizionali.(Di Roberto Venturini)